Quando si parla di energia, siamo abituati a ragionare sul costo dell’elettricità: prezzo al kWh, PUN elettrico, bollette, autoconsumo fotovoltaico, batterie e pompe di calore.
Ma c’è un altro indicatore, spesso molto più pesante nei consumi reali di case, condomìni, hotel, piscine, industrie alimentari, aziende manifatturiere e processi produttivi: il costo del kWh termico.
Possiamo chiamarlo, per analogia, PUN TERMICO.
Non si tratta di un indice ufficiale di mercato come il PUN elettrico, ma di un parametro molto utile per capire quanto costa realmente produrre calore per riscaldamento, acqua calda sanitaria o processi aziendali.
Cos’è il PUN TERMICO?
Il PUN termico rappresenta il costo effettivo di ogni kWh termico utilizzato da un edificio o da un’azienda.
Nel caso più comune, il calore viene prodotto tramite gas metano. Considerando:
- un costo del gas compreso tra 0,90 e 1,20 €/Smc;
- un potere energetico medio pari a circa 9,63 kWh per Smc;
- un rendimento medio di combustione della caldaia pari al 90%;
il costo reale del kWh termico si colloca indicativamente tra:
0,10 e 0,14 €/kWh termico
Questo è il vero PUN termico dell’edificio: il prezzo che si paga per ogni kWh di calore effettivamente disponibile.
Perché il PUN TERMICO pesa più di quanto immaginiamo?
Prendiamo come esempio una abitazione di circa 120 m², mediamente isolata, situata nel Nord Italia.
Per i consumi elettrici possiamo stimare:
- consumo elettrico annuo: 3.500 kWh
- costo annuo in bolletta: circa 1.200 € IVA inclusa
- costo medio elettrico: circa 0,35 €/kWh
Per la stessa abitazione, il fabbisogno termico può essere stimato in:
- 1.500 Smc/anno per riscaldamento;
- 300 Smc/anno per acqua calda sanitaria;
- totale: 1.800 Smc/anno
Convertendo il gas in energia:
1.800 Smc × 9,63 kWh/Smc = 17.334 kWh termici/anno
Il costo annuo del gas, in questo esempio, può arrivare a circa:
2.426 € IVA inclusa
Il dato più importante è questo: in termini energetici, il fabbisogno termico di una abitazione può essere circa 5 volte superiore al consumo elettrico.
Lo stesso ragionamento vale anche per molte aziende, dove il calore necessario per lavaggi, essiccazioni, trattamenti, acqua calda di processo, climatizzazione o preriscaldi può rappresentare una quota energetica molto rilevante.
Il problema: ci concentriamo sull’elettrico, ma il grande consumo è spesso termico
Negli ultimi anni il fotovoltaico ha permesso di abbattere il costo dell’energia elettrica autoprodotta.
Tuttavia, molte strategie di efficientamento si fermano a questo punto: installare fotovoltaico e sostituire la caldaia con una pompa di calore.
È certamente una direzione corretta, ma non sempre sufficiente.
Il motivo è semplice: se il fabbisogno termico è molto più alto di quello elettrico, trasformare tutto il calore in consumo elettrico può generare nuovi limiti tecnici ed economici.
In particolare:
- Gli spazi disponibili non sempre bastano
La superficie utile per installare fotovoltaico potrebbe non essere sufficiente a coprire anche il nuovo fabbisogno elettrico della pompa di calore. - Il consumo si sposta dal gas all’elettrico
Eliminare il gas è positivo, ma se la pompa di calore lavora in condizioni non ottimali, il fabbisogno elettrico può aumentare sensibilmente. - Il rendimento reale dipende dalla sorgente termica
Una pompa di calore rende molto meglio se può prelevare calore da una fonte rinnovabile stabile e favorevole, invece che lavorare sempre in condizioni penalizzanti. - I picchi termici restano il vero problema
Riscaldamento, acqua calda sanitaria e processi produttivi non richiedono solo energia: richiedono potenza, continuità e temperatura utile.
La vera svolta: produrre calore rinnovabile
Per abbattere davvero il PUN termico bisogna fare con il calore ciò che il fotovoltaico ha fatto con l’elettricità:
produrre energia termica da fonte rinnovabile direttamente dove serve.
Questo significa affiancare alla produzione elettrica anche una produzione termica locale, utilizzabile:
- direttamente per acqua calda sanitaria;
- per integrazione al riscaldamento;
- per preriscaldo di acqua tecnica o fluidi di processo;
- come sorgente rinnovabile per pompe di calore;
- per aumentare il COP stagionale degli impianti;
- per ridurre il consumo elettrico necessario alla produzione di calore.
In questo modo non ci limitiamo a sostituire il vettore energetico, passando dal gas all’elettricità.
Cambiamo proprio il modello energetico: una parte rilevante del fabbisogno termico viene prodotta gratuitamente da fonte solare.
Il sistema Syntropia: elettricità e calore dallo stesso modulo
La risposta tecnologica proposta da Syntropia è il sistema basato sul modulo solare ibrido DuoSolis.
DuoSolis non produce solo energia elettrica come un normale modulo fotovoltaico, ma produce contemporaneamente:
- energia elettrica;
- energia termica rinnovabile.
Il principio è semplice ma estremamente efficace: il sole non genera soltanto elettricità, ma anche calore. Nei moduli fotovoltaici tradizionali questo calore viene disperso e, anzi, può ridurre l’efficienza elettrica del pannello.
Con un modulo solare ibrido, invece, il calore viene recuperato e trasformato in energia utile.
DuoSolis è in grado di produrre una quantità di energia termica pari ad almeno 4 volte l’energia elettrica generata, rendendo disponibile una fonte rinnovabile preziosa per edifici e aziende.
Energia termica diretta o supporto alla pompa di calore
L’energia termica prodotta da DuoSolis può essere utilizzata in due modi principali.
Il primo è l’utilizzo diretto: il calore viene impiegato per acqua calda sanitaria, integrazione al riscaldamento o processi a bassa/media temperatura.
Il secondo è l’utilizzo come sorgente rinnovabile per una pompa di calore. In questo caso il modulo DuoSolis non sostituisce semplicemente la pompa di calore, ma la aiuta a lavorare meglio.
Una pompa di calore alimentata da una sorgente termica più favorevole può incrementare il proprio COP e ridurre i consumi elettrici necessari per produrre la stessa quantità di calore.
Il risultato è un sistema più efficiente, più stabile e più coerente con i reali fabbisogni energetici dell’edificio o dell’azienda.
Il risultato: abbattere il PUN TERMICO
Abbattere il PUN termico significa ridurre il costo del kWh di calore utilizzato.
Non basta guardare solo al prezzo dell’elettricità. Non basta installare solo fotovoltaico. Non basta spostare tutto il fabbisogno dal gas alla rete elettrica.
La vera strategia è integrare:
- produzione elettrica rinnovabile;
- produzione termica rinnovabile;
- pompe di calore ad alta efficienza;
- accumuli termici;
- sistemi intelligenti di gestione dell’energia.
Con DuoSolis, il calore diventa una risorsa prodotta localmente, non più solo un costo da subire in bolletta.
Ecco come cambia la prospettiva:
- meno gas;
- meno dipendenza dai prezzi energetici;
- minori consumi elettrici delle pompe di calore;
- maggiore autoconsumo;
- migliore rendimento complessivo dell’impianto;
- riduzione strutturale del costo del kWh termico.
Dal PUN elettrico al PUN termico: la nuova frontiera dell’efficienza
Per anni abbiamo imparato a ottimizzare il costo dell’energia elettrica.
La prossima sfida sarà ottimizzare il costo dell’energia termica.
Case, condomìni e aziende consumano spesso molta più energia per produrre calore che per alimentare le utenze elettriche. Per questo il PUN termico diventerà uno degli indicatori più importanti per valutare la reale efficienza energetica di un edificio o di un processo produttivo.
Con il sistema Syntropia e il modulo solare ibrido DuoSolis, l’obiettivo è chiaro:
produrre calore rinnovabile dove serve, ridurre il consumo di gas, migliorare l’efficienza delle pompe di calore e abbattere il PUN TERMICO.
Perché il futuro dell’energia non sarà solo elettrico.
Sarà elettrico e termico, integrato nello stesso sistema.
Vuoi sapere di più sul sistema Syntropia e DuoSolis chiamaci al 0331.1587824 o lascia una richiesta di informazioni



