Le serre agricole rappresentano uno degli ambienti più interessanti per l’integrazione tra produzione alimentare, efficienza energetica e fonti rinnovabili. In molte colture ad alto valore aggiunto, come il basilico, il controllo della temperatura interna è un elemento determinante per garantire continuità produttiva, qualità del prodotto e stabilità delle rese durante l’anno.
Tuttavia, in numerose realtà produttive, la climatizzazione delle serre viene ancora affidata a sistemi tradizionali basati su generatori di aria calda alimentati a gasolio o altri combustibili fossili. Si tratta di soluzioni semplici e diffuse, ma caratterizzate da consumi energetici elevati, emissioni locali, costi di esercizio crescenti e un impatto ambientale non più coerente con le nuove esigenze dell’agricoltura moderna.
In questo scenario si inserisce la proposta tecnologica di Syntropia Srl: una serra energeticamente intelligente, capace di produrre energia rinnovabile, ridurre drasticamente i consumi termici ed elettrici e trasformare la copertura agricola in una vera infrastruttura attiva al servizio della coltivazione.
Dalla serra tradizionale alla serra energeticamente integrata
Il concetto alla base della soluzione Syntropia è semplice ma fortemente innovativo: non limitarsi a installare pannelli fotovoltaici sulla copertura della serra, ma integrare un sistema energetico completo, progettato per dialogare direttamente con le esigenze climatiche della coltura.
La copertura della serra può ospitare moduli ibridi DuoSolis (www.duosolis.it), in grado di contribuire alla produzione di energia elettrica e termica (Cogenerazione Solare). L’energia prodotta viene utilizzata prioritariamente per alimentare i sistemi di climatizzazione efficienti della serra, sia direttamente con acqua calda che tramite una pompa di calore, riducendo il prelievo dalla rete e abbattendo il ricorso ai combustibili fossili.
Il cuore del sistema può essere costituito da una pompa di calore ad alta efficienza, come SyntroCore, configurabile anche in versione geotermica. La pompa di calore consente di produrre calore a bassa o media temperatura con rendimenti molto superiori rispetto ai sistemi tradizionali a combustione.
In questo modo la serra non è più soltanto una struttura di protezione della coltura, ma diventa un sistema energetico integrato: produce, consuma, accumula e valorizza energia in modo intelligente.
Superare il riscaldamento ad aria: il calore dove serve davvero
Uno degli aspetti più interessanti della soluzione proposta riguarda il sistema di emissione del calore.
Nelle serre tradizionali il riscaldamento avviene spesso tramite aria calda immessa nell’ambiente. Questo approccio comporta dispersioni, stratificazione termica e una distribuzione non sempre ottimale del calore. In particolare, per colture come il basilico, non sempre è necessario riscaldare grandi volumi d’aria: ciò che conta davvero è garantire condizioni termiche favorevoli in prossimità della pianta, dell’apparato radicale e della superficie di coltivazione.
La soluzione Syntropia propone quindi un approccio più mirato ed efficiente: utilizzare acqua calda a bassa temperatura distribuita tramite tubazioni in PE o PEX integrate sotto i bancali, nelle superfici di appoggio dei vasetti o direttamente nel terreno di coltivazione.
In questo modo il calore viene trasferito dove è realmente utile, evitando inutili sprechi energetici. Il sistema può lavorare con temperature più basse rispetto ai generatori tradizionali, risultando perfettamente compatibile con pompe di calore ad alta efficienza.
Il risultato è una climatizzazione più stabile, più uniforme e più sostenibile.
DuoSolis e SyntroCore: una piattaforma energetica per l’agricoltura del futuro
L’integrazione tra moduli ibridi DuoSolis (www.duosolis.it), pompa di calore SyntroCore e sistema di distribuzione termica a bassa temperatura consente di realizzare una piattaforma energetica pensata specificamente per il mondo agricolo.
I moduli in copertura producono energia elettrica e termica rinnovabile, l’energia elettrica è utilizzabile direttamente per alimentare la pompa di calore e gli altri servizi elettrici della serra quella termica per contributo diretto alla climatizzazione o per scambio termico con la pompa di calore. Quando la produzione fotovoltaica supera i consumi istantanei, l’energia non autoconsumata può essere immessa in rete e valorizzata tramite RID (Ritiro Dedicato) mentre l’energia termica in eccesso viene dissipata in tubazioni sottoterra in PE o PEX.
La pompa di calore, alimentata in larga parte dall’energia prodotta in sito, sostituisce progressivamente i generatori a gasolio, riducendo consumi, emissioni e costi operativi. Il sistema di emissione radiante o semi-radiante trasferisce il calore in modo efficiente verso la zona di coltivazione, migliorando il comfort climatico della pianta e riducendo le dispersioni.
Non si tratta quindi di una semplice installazione fotovoltaica, ma di una vera architettura energetica agricola: una soluzione integrata, modulare e scalabile, pensata per rendere la serra più efficiente, più sostenibile e più competitiva.
Risparmio energetico fino all’80% rispetto ai sistemi tradizionali
Rispetto a una soluzione convenzionale basata su generatori di aria calda alimentati a gasolio, un sistema evoluto come quello di Syntropia basato su pompa di calore elio-assistita e distribuzione termica a bassa temperatura può consentire risparmi energetici molto significativi.
In una configurazione correttamente progettata, il solo passaggio da generazione a combustione a pompa di calore può portare a una riduzione dei consumi nell’ordine del 50% rispetto alla soluzione tradizionale.
Quando a questa efficienza si aggiunge la copertura elettrica e termica fornita dai moduli fotovoltaici e ibridi installati in copertura, il beneficio complessivo può arrivare fino all’80% e nelle stagioni favorevoli azzerarsi del tutto, a seconda del profilo di consumo, della dimensione dell’impianto, delle condizioni climatiche e della strategia di autoconsumo.
Questo significa ridurre in modo strutturale la dipendenza dai combustibili fossili, proteggere l’azienda agricola dalla volatilità dei prezzi energetici e migliorare la sostenibilità economica della produzione.
Vediamo alcuni numeri stimati con buona approssimazione. Una serra da 1.000 mq equivale circa 5.000 mc di volume e quindi di aria. Volendo mantenere una temperatura accettabile per la coltura da ottobre a marzo ovvero non meno di 15/16°C il fabbisogno energetico riscaldando l’aria con una caldaia a gasolio è di circa 80.000 kWh di cui 8.000 litri di gasolio per un contro valore monetario di circa € 10.000.
Con un riscaldamento diretto del terreno o del supporto dove cresce la coltura abbiamo bisogno di meno energia per dare beneficio alle piantine. Per semplicità supponiamo di aver bisogno della stessa energia. Tale energia può essere coperta da ottobre a marzo direttamente dall’energia dei moduli solari ibridi anche solo una parte dell’intero impianto ovvero 80% moduli ibridi e 20% moduli solo fotovoltaici, l’integrazione viene sopperita da una pompa di calore di 40/50kW (50W/mq). Stimando con buona approssimazione il consumo elettrico della pompa di calore in 6.000/12.000 kWh di cui buona parte coperti dall’autoconsumo diretto. Dal punto di vista monetario si passa da € 10.000 a una forbice tra € 1.000/2.000
Un basso impatto ambientale aggiunto
Uno dei punti di forza della soluzione è il basso impatto ambientale aggiunto.
La copertura della serra è già una superficie tecnica disponibile, funzionale alla coltivazione e integrata nel contesto agricolo. Utilizzarla per la produzione di energia rinnovabile consente di evitare nuovo consumo di suolo e di valorizzare una struttura esistente o comunque necessaria all’attività produttiva.
La configurazione con copertura parziale, ad esempio con falde sud dedicate ai moduli e falde nord trasparenti, permette inoltre di mantenere un equilibrio tra produzione energetica e disponibilità di luce naturale per la coltura. L’obiettivo non è coprire indiscriminatamente la serra, ma progettare una soluzione coerente con le esigenze agronomiche, energetiche e ambientali.
Il risultato è un sistema che produce energia pulita senza sottrarre terreno all’agricoltura, riduce le emissioni associate alla climatizzazione e contribuisce a rendere più sostenibile l’intera filiera produttiva.
Da costo energetico a investimento produttivo
La realizzazione di una serra fotovoltaica intelligente non deve essere interpretata come un semplice costo impiantistico, ma come un investimento industriale e agricolo.
Il beneficio economico deriva da più componenti:
- riduzione del consumo di gasolio o combustibili fossili;
- riduzione del prelievo di energia elettrica dalla rete;
- autoconsumo dell’energia prodotta in sito;
- valorizzazione dell’energia elettrica eccedente tramite RID;
- maggiore stabilità dei costi energetici nel tempo;
- miglioramento del profilo ambientale dell’azienda agricola.
In un contesto in cui l’energia rappresenta una voce sempre più rilevante nei costi di produzione, disporre di una serra capace di autoprodurre parte significativa del proprio fabbisogno diventa un vantaggio competitivo concreto.
L’azienda agricola non è più soltanto consumatrice di energia, ma diventa anche produttrice. La serra non è più soltanto un ambiente di coltivazione, ma un asset energetico capace di generare risparmio e valore.
Agricoltura, energia e sostenibilità: una convergenza necessaria
La transizione energetica non riguarda solo edifici residenziali, industrie e mobilità. Anche l’agricoltura è chiamata a ripensare i propri modelli energetici, soprattutto nelle colture protette e nelle produzioni che richiedono condizioni climatiche controllate.
Le serre rappresentano un’opportunità strategica: dispongono di ampie superfici, hanno fabbisogni energetici rilevanti e possono beneficiare in modo diretto dell’integrazione tra fotovoltaico, solare termico, pompe di calore e sistemi di emissione a bassa temperatura.
La soluzione proposta da Syntropia va proprio in questa direzione: unire produzione agricola, efficienza energetica e generazione rinnovabile in un unico sistema coerente.
Per colture come il basilico, dove qualità, temperatura e continuità produttiva sono elementi essenziali, una serra energeticamente evoluta può rappresentare un salto tecnologico importante. Non solo per ridurre i costi, ma per costruire un modello produttivo più resiliente, sostenibile e orientato al futuro.
La visione Syntropia: energia dal futuro per l’agricoltura di oggi
Syntropia nasce con l’obiettivo di sviluppare sistemi energetici intelligenti e integrati, capaci di migliorare l’efficienza e ridurre l’impatto ambientale nei contesti reali di utilizzo.
Applicata al mondo delle serre agricole, questa visione si traduce in una soluzione concreta: moduli ibridi DuoSolis in copertura, pompa di calore SyntroCore, distribuzione termica a bassa temperatura e gestione intelligente dell’energia prodotta.
Una piattaforma pensata per trasformare la serra in un organismo energetico efficiente, dove ogni componente lavora in sinergia con gli altri.
La sfida non è soltanto produrre energia rinnovabile, ma utilizzarla nel modo più intelligente possibile. Ed è proprio qui che una soluzione integrata può fare la differenza: ridurre i consumi, abbattere le emissioni, migliorare la competitività dell’azienda agricola e valorizzare l’energia prodotta.
La serra fotovoltaica intelligente non è quindi solo una scelta tecnologica. È un nuovo modo di concepire il rapporto tra agricoltura ed energia.
Un passo concreto verso un’agricoltura più sostenibile, più efficiente e più indipendente.
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